Ginevra - tuttora contro il WTO  
Feature Categoria anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - repressione - :  
  21-11-2009 12:54  
  Demo STOP WTO A undici anni dalle prime contestazioni di Ginevra 1998 e a dieci anni dalla gigantesca protesta di Seattle 1999, dove nacque anche Indymedia, la settima conferenza dei ministri del WTO (organizzazione mondiale del commercio) si terrà dal 30 novembre al 2 dicembre ancora a Ginevra.

Le commissioni di questo organo si riuniscono a porte chiuse, e i dubbi iniziano a sorgere. L'organizzazione è conosciuta per favorire gli interessi delle maggiori istituzioni bancarie e imprese multinazionali, principali fruitrici della politica che vi viene adottata; sono considerate illegittime alcune norme che limitano o vietano il commercio di alimenti contenenti sostanze tossiche; inoltre il lavoro minorile non rappresenta una preoccupazione. Lo sviluppo dei commerci viene infatti anteposto a questioni di carattere sociale o ambientale. I paesi in via di sviluppo vengono fortemente penalizzati, siccome essi non possono contare su una rappresentanza forte all'interno dell'organizzazione; ad esempio sono stati stretti accordi con multinazionali per evitare la produzione a basso costo di farmaci salvavita, inoltre dietro richiesta di Dole e Chiquita il WTO ha imposto all'UE di revocare una normativa che riservava una bassa percentuale delle importazioni di banane a piccole aziende dei paesi più poveri.

Quest'organizzazione è quindi simbolo dell'ipocrisia democratica, in quanto concentra il potere in poche, ricche mani, a discapito di chi avrebbe bisogno e dimentica di considerare la sostenibilità. La situazione del movimento no-global è senza dubbio cambiata, ma oggi quanto allora c'è bisogno di una fortissima mobilitazione. I segni della repressione sono aumentati sempre più dal 1999 culminando con la mattanza genovese nel 2001, a dimostrazione che chi non accetta di essere complice silenzioso suscita paura.

Nel frattempo i segni nefasti delle politiche neoliberiste che queste organizzazioni stanno portando avanti sono sempre più evidenti e la disparità tra zone diverse del pianeta non accenna a diminuire. La conferenza dei ministri di dicembre prossimo ha come scopo la conclusione del ciclo di Doha, una serie di negoziazioni dalla durata di tre anni che mira alla liberalizzazione del commercio internazionale, che dovrebbe chiudersi a fine 2010. La maggior parte degli accordi riguarda l'agricoltura e le derrate alimentari. Ufficialmente si vorrebbe ridurre "gli ostacoli" al libero scambio, "aiutando" i produttori, gli esportatori e gli importatori nelle loro attività...

Proprio per questo alcune realtà antagoniste invitano a partecipare alle proteste contro la riunione dei ministri WTO, simbolo della globalizzazione, che inizieranno con la manifestazione di sabato 28 novembre con un concentramento alla Place Neuve alle 14.00 e termineranno mercoledì 2 dicembre.

::Link utili::
Programma e mappa | Info AntiRep (pdf)

::Approfondimenti::
anti-wto.ch | giornale anti-WTO | revolutionnaire.ch | anti-omc2009.org | never trust a cop | climatecaravan
 
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Copenhagen non sarà come vorrebbero  
Feature Categoria anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - :  
  17-11-2009 22:00  
  Climate Justice Action Dal 7 al 18 dicembre 2009 a Copenhagen (Danimarca) si terrà la più grande conferenza sul clima mai tenuta. L'evento sta venendo pubblicizzato come l'ultima, ma anche la miglior occasione per fare qualcosa per il cambiamento climatico. Ma lo scorso decennio di trattative fra le rappresentanze degli Stati non ha portanto a nessun accordo e nel frattempo il consumo di combustibili fossili continua ad aumentare, permettendo alle multinazionali energetiche di lucrare immensi profitti a costi elevatissimi per la natura e per l'umanità intera. Gli esiti della conferenza preparatoria di Barcellona e della riunione dei ministri delle finanze del G20 non possono che disilludere chi ancora crede nelle buone intenzioni delle élites che detengono il potere.

Abitiamo un pianeta finito, nel quale ogni crescita infinita, neppure se ecologicamente sostenibile, è impossibile. Non possiamo più affidare la nostra speranza nel mercato e neppure credere che i nostro destino possa cambiare con improbabili nuove tecnologie. Invece di ostinarci a correggere un sistema di per sé distruttivo dovremmo piuttosto costruirne uno nuovo che risolvi con giustizia la crisi climatica, distribuendo la produzione alimentare, riducendo il sovraconsumo dei paesi del Nord, riconoscendo il debito ecologico che dobbiamo alle persone che vivono nei paesi poveri.

Dieci anni fa, in occasione delle proteste contro il WTO di Seattle, nacque un movimento che affermava che un altro mondo era possibile. Oggi questo mondo non è possibile, è necessario. Individui provenienti da esperienze, realtà e movimenti diversi stanno scoprendo che le loro idee, seppur in apparenza diverse, sono terreno fertile per la lotta per il clima. A Copengagen i movimenti di azione climatica hanno organizzato una serie di proteste. Il 12 dicembre, giornata mondiale per il clima, è stata indetta una giornata di mobilitazione mondiale e le contestazioni culmineranno nell'azione del 16 dicembre, giorno in cui sono previste le trattative fra i livelli più alti del potere: un corteo si dirigerà verso l'edificio destinato alle trattative ufficiali, il quale verrà occupato con un'azione non-violenta per essere destinato ad un'assemblea in cui si discuterà fra pari e si cercherà di trovare soluzioni reali.

::Informazioni pratiche::
Mappa con i punti di convergenza | Informazioni su viaggio ed alloggio | Calendario delle proteste | wiki di coordinamento | mailing list di coordinamento | altri link di riferimento | Info trasferta da Milano e da Ginevra

::Approfondimenti::
[EN] Climate IMC | Indymedia Denmark | Climate Justice Action | Carbon Equity
[IT] Global project | Versus-COP15
 
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La criminalizzazione dell'uso sociale della rete  
Feature Categoria anticapitalismo / antiglobalizzazione - media/net-attivismo - repressione - :  
  26-10-2009 22:30  
  Twitter revolt Il primo ottobre 2009 una task force antiterrorismo composta da reparti della polizia locale di New York e dall'FBI, grazie ad un vago mandato che menzionava una violazione delle leggi federali antisommossa, ha fatto irruzione al Tortuga, una comune anarchica di New York, nel Queens. Gli abitanti hanno dovuto assistere ammanettati alla perquisizione della casa e alla confisca del loro materiale mediattivistico.

L'incursione è stata motivata solamente dall'arresto avvenuto due settimane prima durante le proteste contro il G20 tenutosi a Pittsburgh di due persone che vivono in questa comune. Una delle due persone arrestate durante le manifestazioni è stata accusata di aver "diretto" le proteste contro il G20 utilizzando tecnologie come il servizio di microblogging gratuito Twitter per "indirizzare i manifestanti" ed "ostacolarne l'arresto". La persona arrestata dovrà rispondere, tra l'altro, di uso criminale di strumenti di comunicazione e possesso di strumenti criminali, intesi come attrezzatura di telecomunicazioni. Da notare che il possesso degli strumenti incriminati, secondo la legislazione statunitense, non rappresentano un reato.
Delle accuse farneticanti ed inammissibili. La stessa linea di condotta delle autorità, in Iran o Cina durante le recenti dimostrazioni sarebbe stato definito violazione dei diritti umani mentre nei democratici Stati Uniti d'America è chiamato "controllo necessario del crimine".

Una sitauzione assurda che dimostra come i vari stati, sia in America, così come in Europa ed Asia, stanno cercando di neutralizzare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, impedendo di fatto il libero flusso delle informazioni.

::Approfondimenti sul caso statunitense::
Comunicato della comune "Tortuga" sulla perquisizione[ita - en] ¦ Sito web friends of Tortuga ¦ Blog della comune con aggiornamenti sull'evolversi della situazione ¦ Documenti legali del caso prodotti dall'Electronic Frontier Foundation ¦ L'appello di Margaret Killijoy, autore della Guida steampunk all'apocalisse ¦ Wanted: the G20 Tweeters di Reginazabo ¦ Intervista all'avvocato difensore

::Controllo della rete::
[Svizzera] da agosto Internet è controllato
[Svezia] Processo a The pirate bay
[Italia] "Assicurare la tutela della legalità nella rete"
[LIP] Tecnocontrollo e privacy online

::Multimedia::
Criminalization of Social Networking Technology
 
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24 ottobre - Chiasso: Siamo stati, siamo e saremo tutti migranti  
Feature Categoria migrazioni / antirazzismo / NoBorder - :  
  12-10-2009 20:51  
  Siamo stati, siamo e saremo tutti migranti Una rete di alcune realtà locali, unite dall’esigenza di contrastare la repressione che si abbatte non solo su gli immigrati, ma su tutti e tutte coloro che non accettano le politiche securitarie in ogni ambito della vita, ha sentito il bisogno di indire un percorso comune per aprire una breccia nelle menzogne e nelle strumentalizzazioni che partiti, governi e media da tempo ci propinano.
Cominciato con un'occupazione al Festival del film di Locarno [1 - 2] questo percorso porterà ad una manifestazione a Chiasso contro le politiche securitarie e la repressione sui migranti.

Il Ticino non è immune dalla diffusione delle politiche della paura volte a individuare nei “diversi” i capi espiatori da punire e da isolare.
Oggi è, soprattutto ma non solo, il migrante colui che viene indicato come l'elemento perturbante che viene messo alla gogna per fingere di risolvere dei problemi che trovano le cause nei salotti del potere economico e politico.
Partecipare al corteo è un segnale forte per rompere il muro d'isolamento e di pregiudizi che circonda il migrante ma la risposta deve essere quotidiana e capace di creare nuovi spazi di confronto e di costruzione di una società diversa.

<<Scarica, stampa e diffondi i volantini del corteo>>

::Realtà locali::
cs()a il Molino ¦ selvatica.noblogs.org ¦ Movimento dei senza voce ¦ ti-riguarda!

::Altri links di riferimento::
informa-azione.info ¦ macerie ¦ tuttosquat su cpt/cie

::Feature correlate::
Per una rete di centri di prima accoglienza ¦ Passaporti biometrici e banche dati: a rischio la libertà ¦ Serpeggia aria di razzismo ¦ Il diritto della dignità e di un tetto sulla testa ¦ La paura. La senti? ¦ Manifestare minaccerebbe la sicurezza interna
 
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LIP 2.0: c'è!  
Feature Categoria media/net-attivismo - :  
  21-09-2009 00:00  
  LIP 2.0 È finalmente pronto il programma ufficiale della seconda edizione del Laboratorio di Informatica Popolare (LIP 2.0). Da metà settembre, fino a primavera proporremo 17 corsi, conferenze, presentazioni e proiezioni, sui temi più disparati: dalla sicurezza informatica alla grafica vettoriale. Dopo la piacevole edizione dello scorso anno, abbiamo deciso di ripetere apportandoci nuove ed interessanti opportunità! L'organizzazione dell'evento è curata dalla parte italofona del collettivo di Indymedia Svizzera.

Perché informatica popolare
Il nostro approccio, in opposizione alla deriva repressiva e commerciale delle nuove tecnologie, consiste nella promozione e nella diffusione delle conoscenze attraverso un utilizzo critico e consapevole degli strumenti informatici che sono diventati artefatti pervasivi nella vita quotidiana di ogni individuo.

I corsi
I corsi, come sempre, sono pensati per impartire delle informazioni di base facilmente spendibili in un contesto di attivismo politico e sociale. Quest'anno proponiamo tre categorie (area sociale, area sistema operativi, area tipografia) nelle quali i contenuti dei differenti corsi si completano a vicenda. Non occorre essere degli esperti, si parte dalle basi e non occorre spendere soldi per le licenze dei programmi che impareremo ad usare, perché sono tutti programmi open source e free software! Non è necessario avere con se un computer portatile, ma può essere utile! Noi invitiamo ad usare come sistema operativo una distribuzione GNU/Linux, ma i programmi che useremo sono multipiattaforma (accessibili quindi pure su Windows e Mac OS X).
Tutti i corsi sono gratuiti, ma sottoscrizioni sono gradite!

Qui il programma aggiornato dei corsi
Qui i manifesti da stampare

I corsi si terranno, al CSOA il Molino di Lugano (viale Cassarate 8), non è indispensabile iscriversi ma può essere utile segnalarci la vostra presenza all'indirizzo e-mail: switzerland-it (at) indymedia.org

Il sito
Abbiamo un blog: lip.noblogs.org in cui potete trovare tutte le informazioni necessarie. Nella colonna sinistra della pagina c'è lo spazio per il microblogging tramite identi.ca. In questo spazio saranno automaticamente visibili tutti i post taggati con #lip2. Vi invitiamo a contribuire! Anche per i link è stato attivato un sistema aperto di socialbookmarks attraverso link.autistici. È inoltre presente una sezione dove scambiarsi appunti e conoscenze a chi vi invitiamo a contribuire con i vostri materiali.


Con la collaborazione di ScatolaNera - contenitore multimediale, registreremo gli interventi che saranno successivamente messi a disposizione online.

 
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Seconda giornata internazionale "liberta' non paura"  
Feature Categoria media/net-attivismo - repressione - :  
  09-09-2009 15:30  
  Freedom not fear! L'ossessione della sorveglianza si sta diffondendo a macchia d'olio. Governi ed imprese registrano e controllano i nostri comportamenti in modo sempre piu' marcato.
Grazie alla diffusione di questi strumenti di controllo la cooperazione paneuropea formata da agenzie, intelligence ed autorita' di polizia ci sta portando verso la creazione di una "Fortezza europa" che sara' utilizzata contro rifugiati politici e dissidenti, ma riguardera' da vicino pure attivisti politici, migranti e perfino tifosi sportivi.
Una sorveglianza di massa pervasiva che sta minando il tessuto profondo della societa'.

Sorveglianza, sfiducia e paura stanno infatti gradualmente traformando la societa' in un gregge di acritici consumatori che non hanno "nulla da nascondere" e che, in un fallimentare tentativo di ottenere una completa sicurezza, sono spinti a cedere le loro liberta' civili.

Contro questo tipo di societa', contro l'abuso dei mezzi di sorveglianza attuato da governi ed imprese e per non rassegnarsi alla societa' del tecnocontrollo, sabato 12 settembre 2009 e' stata indetta una giornata internazionale di mobilitazione denominata "libertà non paura".

::Appuntamenti::
- [10-13 settembre] Il Babau a Milano [programma] e a Roma [programma]
- [12 settembre] Appuntamenti nelle altre citta'
- [2 ottobre] Seminario: Controllo dell’informazione e degli utenti: differenze tra il moderno e passato a Lugano

::Approfondimenti::
- Freedom not fear 2009 | Vorratsdatenspeicherung | Laboratorio di informatica popolare| paura.anche.no

::Feature correlate::
Da agosto Internet sara' controllato | Passaporti biometrici e banche dati: a rischio la liberta' | Manifestare minaccerebbe la sicurezza interna | La paura. La senti? | Referendum contro passaporti biometrici RFID | Nestle' spia militanti di Attac | Leggi speciali, taser, biometria... e poi? | Il ritorno dello stato ficcanaso
 
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Survey.indymedia.org: fatti sentire!  
Feature Categoria media/net-attivismo - :  
  04-09-2009 22:15  
  logo indy Il collettivo che gestisce il nodo globale di indymedia, in vista del 10 anno di attività, sta organizzando una serie di momenti di riflessione per tastare il polso allo stato della sua rete.

È stato creato un "sondaggio online", anonimo e a risposte aperte, a cui vi invitiamo a partecipare per capire quello che dovrebbe fare indymedia, quello che funziona male e andrà migliorato, e quello che non funziona e andrà cambiato.

Vai al sondaggio: survey.indymedia.org

La compilazione del sondaggio richiede solo pochi minuti, non c'è una data limite, ma vi invitiamo a rispondere il prima possibile! Indymedia è roba tua: fatti sentire!
 
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Per la difesa della terra e del territorio  
Feature Categoria anticapitalismo / antiglobalizzazione - ecologia - :  
  24-08-2009 22:30  
  vapore acqueo? Negli ultimi mesi la pianificazione del territorio ticinese è stata al centro dell'attenzione massmediatica.
Come purtroppo spesso accade al termine di questi dibattiti, a prevalere sono sempre le opportunità economiche e politiche delle varie lobby, a discapito dell'ambiente e degli interessi della comunità che vive sul territorio.
Il discusso inceneritore di Giubiasco, non senza problemi, negli scorsi giorni è entrato in funzione. Un ecomostro e il sistema che lo genera che, senza alcun riguardo per un'adeguata e civile separazione dei rifiuti, rilascerà nell'aria i veleni della spazzatura portando la qualità dell'aria già pessima ad un livello inaccettabile per la salute.
A Bellinzona invece è accesa la discussione per la costruzione di uno stadio da 12'000 persone con annessi vari centri commerciali. Un progetto megalomane, in una delle ultime zone verdi della città, che sembra più il frutto di speculazioni economiche e di propaganda politica da parte delle autorità cittadine piuttosto che il risultato di un'ocultata e sostenibile pianificazione del territorio.
L'incerenitore e la "Bellarena", rappresentano solo gli esempi più attuali di un'evidente mancanza di progettualità e di sensibilità verso le problematiche legate al territorio. Sono infatti molti i progetti che, pur non riscuotendo la stessa atttenzione massmediatica, rischiano di mettere seriamente in pericolo l'ambiente e al vivibilità del territorio ticinese:
  • La costruzione del Palace a Lugano;
  • La galleria che collegherà la piana del Vedeggio con la valle del Cassarate;
  • La superstrada Mendrisio-Varese;
  • La posa delle antenne per la telefonia mobile in vari luoghi del Ticino.
Grazie alla mobilitazione popolare, altri progetti simili sono invece stati bloccati:
  • La Variante 95 che voleva tagliare in due il Piano di Magadino
  • La costruzione dello stand di tiro sul Monte Ceneri che avrebbe aperto le porte a redditizie speculazioni sui territori su cui oggi sorgono gli stand regionali

::Approfondimenti::
FTR Lotte diffuse per territori vivibili | FTR In pericolo il diritto di ricorso delle associazioni ecologiste | EZLN: Di fronte all’Esproprio Capitalista, la difesa della terra e del territorio

::Altre feature correlate::
Contro la chiusura della stazione FFS di Airolo | Rivestimento del Conza: l'ennesima Bottanata | Ancora nucleare in Svizzera? | Dalla Campania al Ticino, storie di 'monnezza
 
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Da agosto Internet sarà controllato  
Feature Categoria media/net-attivismo - repressione - :  
  21-07-2009 19:10  
  Sotto controllo Giovedì 16 luglio 2009 il settimanale svizzero tedesco die Wochenzeitung [WOZ] ha pubblicato un lungo articolo che denuncia come il governo svizzero stia cercando di introdurre, a breve termine e segretamente, un sistema per sorvegliare tutte le comunicazioni su Internet.
Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (Dfgp) ha confermato che a partire dal mese di agosto i providers svizzeri dovranno poter fornire alle autorità i dati concernenti il traffico di informazioni scambiate dai loro clienti.

::Approfondimento - Privacy e anonimato in rete ::
La privacy è il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata.
Qui di seguito alcuni software e guide per difenderla quando si è online:

::Altri links utili ::
Laboratorio di informatica popolare [LIP] - Autistici/Inventati - Riseup - Immerda e altri progetti affini
 
  deutsch (Versione originale) | italiano [ Continua... ]  
In Abruzzo il G8 più cinico della storia  
Feature Categoria anticapitalismo / antiglobalizzazione - G8 - :  
  06-07-2009 12:00  
  No g8 Dall'8 al 10 luglio si terrà a l'Aquila il vertice G8 2009. L'ennesima inutile vetrina per i vertici della cosiddetta "governance mondiale" che coniando lo slogan "noi siamo produttori di sicurezza" ha in agenda temi che riguardano la riorganizzazione di polizie ed eserciti, il clima, le materie prime, l'alimentazione e le migrazioni.

Dopo il tragico terremoto che ha colpito l'Abruzzo, il summit inizialmente previsto a la Maddalena (Sardegna) è stato spostato a l'Aquila, capoluogo abruzzese.
Il governo italiano ha così deciso di sfruttare l'emergenza terremoto e il dramma di migliaia di persone per usarli come scudo umano nei confronti del dissenso. È infatti evidente come la scelta dell'Aquila abbia il fine di scongiurare ogni possibile contestazione, sventolando lo "stato di emergenza" per tenere relegata la popolazione nelle tendopoli e per delegittimare chi, nonostante tutto, ha deciso di manifestare.

Le proteste degli aquilani [1 - 2] contro questo g8, così come i 500 milioni di euro (sottratti di fatto alla ricostruzione) investiti per allestire la caserma della Guardia di Finanza che ospiterà il vertice, non sembrano rappresentare un problema per gli organizzatori del vertice.

Nonostante il cinismo e le manovre di governo, anche questo G8 italiano sarà segnato da contestazioni ed iniziative.

È stato aperto un nodo multilingue di indymedia dove convergeranno tutte le informazioni relative alle proteste: g8.italy.indymedia.org
Molte informazioni sono disponibili anche su Indymedia Abruzzo

::Informazioni sulle mobilitazioni::
[10 luglio] manifestazione nazionale a l'Aquila | [4 luglio] A Berlino in 600 contro il G8 e le politiche securitarie | Appuntamenti da Indy Abruzzo

::Altre informazioni::
Trattato di Schengen sospeso per il g8
Info AntiRep e per chi fosse bloccato alle frontiere

::Dal newswire - g8 Abruzzo::
[15.07] Protesta contro G8 al confine | [12.07] Video manifestazione all'Aquila | [12.07] [G8] Como – Chiasso, caos e blocco | [11.07] Giovani centri sociali bloccano dogana di Ponte Chiasso | [11.07] Ho visto l'aquila | [10.07] Video Anti-G8-Protest Rome: Welcome to the leaders of the crisis | [09.07] Fermi, Perquisizioni ed Avvisi Orali a Firenze |[06.07] G8 università perquisizioni e arresti | [04.07] Bloccare tutto | [02.07] Il loro "sviluppo" genera crisi

::Links utili::
Nodo tematico sul G8 di Indymedia italia | Indymedia Abruzzo | Gipfelsoli | Epicentro solidale | Archivio tematico G8 di Indymedia Svizzera italiana
 
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Sintonizzati su Radio Liberada, dall'Honduras, dopo il colpo di stato  
Feature Categoria guerra - media/net-attivismo - repressione - :  
  01-07-2009 22:40  
  - All'alba di domenica 28 giugno 2009, il presidente Onduregno Mel Zelaya è stato sequestrado da militari e trsportato di forza in Costa Rica.

Secondo i giornali Ondureñi il presidente del congresso, Roberto Micheletti, sta assumendo la presidenza.

Prima e dopo il colpo di stato in Honduras, Radio Liberada sta trasmettendo una cronaca in diretta di ciò che sta succedendo in Honduras, della opposizione e le mobilizzazioni delle organizzazoni popolari e indigene contro il colpo di stato, per la realizzazione di una nuova assemblea costituente, e scrivendo una nuova pagina del movimento di mezzi di comunicazione indipendenti in Centro America.
Ascolta la trasmissione di Radio Liberada da lacun luogo in Honduras: http://208.43.218.127:8070/

Chiediamo ai collettivi di mezzi di comunicazione indipendenti nazionali e intrnazionali di ritrasmettere o specchiare questa trasmissione.
Specchi: 1 | 2 | 3

Copertura del centro di mezzi di comunicazione indipendente di Honduras/ Indymedia Honduras: http://honduras.mediosindependientes.org

Copertura su Radio es lo de menos: http://www.radioeslodemenos.org/

Minuto a minuto da Kaos en la Red: http://www.kaosenlared.net/noticia/secuestrado-presidente-honduras-militares

Copertura e trasmissione dell' Asociación de Radios y Programas Participativos de El Salvador (ARPAS): http://www.arpas.org.sv/

Sappiamo che stanno censurando i mezzi liberi in Honduras. Questa mattina Radio Progreso, una delle radio comunitarie più antiche del continente è stata chiusa dai militari.

L'energia elettrica, il telefono e internet, in alcuni momenti, sono stati oscurati dai golpisti con l'obiettivo di bloccare le comunicazioni e formare un cerchio informativo.

Ci preoccupa la situazione in cui si trovano le reti di radio comunitarie del popolo Lenca e del popolo Garífuna, così come i mezzi di comunicazione liberi: COMUN, Revistazo, el COFADEH ed il resto dei collettivi dei movimenti di media indipendenti e comunitari in Honduras.

::Approfondimenti::
Indymedia Chiapas
 
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Per una rete di centri di prima accoglienza  
Feature Categoria spazi liberati - migrazioni / antirazzismo / NoBorder - :  
  18-06-2009 10:46  
  Movimento dei Senza Voce È stata consegnata, dal Movimento dei Senza Voce al Consiglio di Stato una petizione per la creazione di una rete di centri di prima accoglienza in Ticino. Sono oltre 2'400 le firme raccolte in pochi mesi, in collaborazione con alcune organizzazioni di appoggio ai migranti con cui si chiede di mettere una pezza ad una grave lacuna che ha portato, per esempio, alla morte di Marta ed Enrique, giovani migranti morti lo scorso inverno soffocati nel furgone in cui dormivano (video).

La rete di centri (situati nei principali poli cantonali) sarebbe realizzabile con dei costi molto contenuti, accoglierebbe persone in stato di bisogno senza discriminazione di origine e di censo.

La situazione dei senza tetto in Ticino
All’inizio del 2005 sono stati presentati i risultati di una ricerca sui Senza tetto in Ticino (sintesi). Dallo studio è emerso che la mancanza di alloggio, nella maggior parte dei casi, è da ascrivere a un disagio socioeconomico, che genera comportamenti a rischio, disturbi psico-sociali, precarietà finanziaria, problemi legati alla migrazione e ai permessi. È stato inoltre possibile evidenziare che in Ticino, ogni anno 800 persone fanno richiesta di un alloggio di emergenza ad associazioni, parrocchie, istitutuzioni pubbliche o private.
Per rispondere a queste esigenze il Movimento dei Senza Voce ha dato vita a Casa Astra che da cinque anni offre i suoi servizi a persone in difficoltà. La precarietà e il degrado del tessuto sociale, anche alle nostre latitudini, crea situazioni di vita sempre più marginalizzate.

Approfondimenti: Giornata internazionale del rifugiato - Migrante si getta dal terzo piano per sfuggire alla polizia
 
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Hackmeeting e warm up a Milano  
Feature Categoria media/net-attivismo - :  
  10-06-2009 17:00  
  Controculture digitali, economie senza capitali, espressione contro repressione Hackmeeting è l'incontro delle comunità, delle controculture digitali e non, e delle individualità che si pongono in maniera critica e propositiva rispetto all'avanzare delle nuove tecnologie, sempre più legate a doppio filo al controllo sociale, alle imprese belliche e alla commercializzazione di ogni spazio vitale.

Quest'anno Hackit si terrà il 19-20-21 giugno presso il Centro Sociale SOS fornace di Rho (periferia di Milano). Tre giorni di seminari, giochi, feste, dibattiti, scambi di idee e apprendimento collettivo. Tre giorni per far conoscere il babau a chi è prigioniero della paura, introdurre alla peer to peer economy chi si è illuso con l'economia suicida, rilanciare lo scambio orizzontale per chi ha dimenticato questa pratica naturale e istintiva alla base dell'evoluzione umana.

Dopo 10 anni questa dodicesima edizione di Hackmeetomg sarà quindi nuovamente a Milano e non per caso. In una città che ha ucciso i propri spazi sociali, tornare con Hackmeeting significa mettere il dito nella piaga dimostrando che esistono altri modi di pensare, logiche non commerciali che generano ricchezza umana sorpassando gli interessi di business, felicità sociali e virus benigni contro la crisi.

Quest'anno Hackmeeting sarà preceduto da un warm-up. Dal 9 al 18 giugno sono infatti previsti, nei principali poli universitari milanesi, una serie di incontri di avvicinamento per far innamorare ricercatori, filosofi e poeti, perché la cultura hacker non ha saputo limitarsi alla scheda, al chip, al cavo coassiale, ma si è spinta a pretendere di superare i limiti, quelli imposti dal mercato, dal controllo, dalla sicurezza, dal tentativo di rendere tutto uniforme, dalle costrizioni che uccidono l'evoluzione del pensiero.

L'evento è totalmente autogestito: non ci sono organizzatori e fruitori, ma solo partecipanti.


::Warm up 9 -18 giugno::
Date, luoghi e descrittivi incontri | Manifesto

::Hackmeeting 19-21 giugno::
Seminari

::Approfondimenti::
Cartella stampa | Storia e storie | Wiki organizzativo | FAQ | SOS Fornace, come arrivarci

::Multimedia::
spot hackmeeting | spot warm up 1 | spot warm up 2 | Intervista a bombo e putro | video video

Contatto per trasferta collettiva dal Ticino: switzerland-it[at]indymedia[dot]org
 
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Scatola Nera diventa un Contenitore Multimediale  
Feature Categoria media/net-attivismo - :  
  25-05-2009 00:00  
  Scatola Nera - Contenitore multimediale Il Progetto Radio Scatola Nera, facendo tesoro dell'esperienza accumulata durante questi anni di trasmissione più o meno saltuaria, ha deciso di dare una nuova prospettiva al progetto ridefinendosi come Contenitore Multimediale.
In modo particolare i cambiamenti riguardano:
- Nuova pagina sulla piattaforma di blog di autistici/inventati;
- rinuncia allo stream, se non per occasioni particolari;
- potenziamento del podcast, aperto ora anche ai file video;
- facilitazione d'accesso all'informazione attraverso player più intuitivi.

Il contenitore multimediale Scatola Nera si prefigge di produrre informazione stridente e cultura cacofonica in una visione reticolare, utilizzando sistemi informatici aperti e liberi. Vuole essere un mezzo per collegare e valorizzare le multiformi e numerose esperienze antiautoritarie e audiovideoribelli del movimento, uno strumento per condividere saperi senza fondare poteri.
All'indirizzo scatolanera.noblogs.org sono già presenti numerosi podcast audio e video pronti da ascoltare e da vedere.

Scatola Nera è organizzato orizzontalmente ed è aperto ad ogni individualità emittente. Partecipa al progetto proponendo le tue registrazioni!

::Approfondimenti::
- Visita la pagina principale di Scatola Nera
- Leggi la politica editoriale di Scatola Nera
- Contatta Scatola Nera
- Abbonati ai feed audio e video
 
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Passaporti biometrici e banche dati: a rischio la libertà  
Feature Categoria repressione - :  
  11-05-2009 16:36  
  Governo e parlamento vorrebbero introdurre, a partire dal primo marzo 2010, l'obbligatorietà di possedere documenti d'identità contenenti dati biometrici quali le impronte digitali, l'impronta della retina e l'immagine del viso digitalizzata. Grazie ad un referendumuna votazione popolare il 17 maggio prossimo.

Tutti i dati dei cittadini svizzeri verrebbero conservati in una banca dati centralizzata. Questa misura non è prevista dall’accordo di Schengen e porterebbe alla creazione di un immenso schedario a disposizione della polizia. Come in qualsiasi banca dati esistono forti rischi che le informazioni vengano alterate o sottratte, e nessun sistema di sicurezza può impedire tale rischio.

Questi dati sarebbero salvati su dei chip RFID a cui avrà accesso sia la polizia che dei privati: "imprese di trasporti, gestori di aeroporti e altri servizi appropriati tenuti a verificare l’identità di persone". La possibilità di seguire i movimenti dei cittadini e di tracciare profili di percorsi non rimarrà sicuramente inutilizzata.

La particolarità dei chip RFID è che possono venire letti a distanza (in pratica fino a decine di metri). Probabilmente, come negli USA, i dati saranno crittografati e il chip schermato, ma chi garantisce la robustezza della chiave per i dieci anni di durata di un passaporto? È stato provato che i primi passaporti biometrici, rilasciati nel 2006, pieni di bachi, possono essere spiati abusivamente.

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