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[G8-Genova 2001] Processi al giro di boa |
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Feature Categoria
G8 - repressione -
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21-07-2008 15:00 |
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A 7 anni di distanza il sipario sulle giornate del G8 di Genova non è ancora calato. Molti restano gli interrogativi ai quali non è stata data una risposta. Di certo queste risposte non arriveranno dalle aule dei tribunali. Mentre i 5 processi principali stanno volgendo al termine si sommano gli sterili contentini e le amare delusioni che la giustizia italiana consegna a chi tenta di esprimere il proprio dissenso. Stando alle sentenze fin qui emesse in Italia esistono ufficialmente i vandali, che devastano e saccheggiano, ma non c'è traccia di torturatori o di sicari di Stato. È infatti notizia di queste settimane che nonostante l'impianto accusatorio dei PM che denunciavano le violenze e le torture accadute all'interno della Caserma di Bolzaneto, la verità emersa dalle testimonianze delle vittime di quella che è stata definita "una macelleria messicana" è stata solo parzialmente riconosciuta: su 45 imputati, 30 sono stati assolti. Su 80 anni di carcere chiesti dall'accusa, ne sono stati comminati 24. Lievi erano state le richieste, ancora più lievi sono state le condanne (nessuno dei 15 condannati pagherà con il carcere, grazie alla prescrizione).
L'ultimo processo, che deve ancora giungere al termine, riguarda invece la mattanza della Diaz. Una vera e propria azione repressiva e punitiva delle forze del (dis)ordine che si concluse con il pestaggio dei presenti e il ferimento di 79 persone (su 93 arrestate). Giovedì 17 luglio i PM incaricati dell'inchiesta hanno reso note le richieste delle condanne per i superpoliziotti: 109 anni e 9 mesi in totale, con reati che vanno dall'abuso d'ufficio alle calunnie e percosse. A settembre dovrebbe concludersi il processo. Chi vivrà, vedrà...
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La giustizia non abita a Genova |
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Feature Categoria
G8 -
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16-12-2007 22:41 |
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Venerdì 14 dicembre la procura di Genova ha condannato 24 dei 25 imputati accusati di devastazione e saccheggio in uno dei processi per i fatti del luglio 2001. Le pene, molto pesanti, vanno dai 6 agli 11 anni per i 10 condannati per devastazione e saccheggio; per i restanti 14 imputati pene dai 5 mesi ai 2 anni e mezzo, dato che i loro reati sono stati derubricati a danneggiamento e lesioni a pubblico ufficiale. Ad uno degli imputati, considerata la posizione in piazza Alimonda, sono stati dati 5 anni, senza tener conto della particolare situazione di Via Tolemaide. Una invece l'assoluzione.
Nella sentenza traspare una distinzione molto pericolosa tra "imputati buoni" e "imputati cattivi": alcune delle richieste di pena sono state ridotte ma il risultato rimane comunque agghiacciante; sia per i 102 anni di galera da scontarsi in 24, sia perchè rimane l' assurda imputazione di devastazione e saccheggio, sia per la volontà, piuttosto esplicita, di voler criminalizzare un movimento tutto o chiunque possa manifestare dissenso.
::Approfondimenti:: - Comunicato di supporto legale [english - Castellano] - Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani - Le dichiarazioni di un imputato prima della sentenza - 17 novembre 2007: La storia siamo noi - La nostra storia alla sbarra - Un secolo di sconto |
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Genova 17 novembre: La storia siamo noi |
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Feature Categoria
G8 -
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08-11-2007 12:21 |
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Riprendiamo questo articolo dalla neonata indymedia lombardia.
Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la revisione della storia: per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale mentre la voce collettiva si affievoliva, un processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la forza e l'energia di un movimento. Centinaia di migliaia di persone unitesi a Seattle, pur nelle loro diversità, hanno osato pensare e proporre un mondo diverso, un mondo più umano, equo e solidale,"un altro mondo è possibile" era il sogno comune, un sogno che in quei giorni si è trasformato nell'incubo di una mattanza senza precedenti, un sogno stroncato dalla realtà delle manganellate, delle cariche cilene, da ordini ed azioni tutt'altro che improvvisate sui quali è calato il solito silenzio di stato. Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno completato l'operazione di revisione della storia cominciata il giorno dopo le mobilitazioni contro il g8 del 2001 e si sono concluse con la richiesta di 225 anni di carcere.
Il 17 novembre a Genova è prevista una mobilitazione di massa per riappropiarci della nostra memoria e del senso di quei giorni che dopo sei anni rimangono vivi per quello hanno rappresentato. Da Lugano è prevista una trasferta collettiva (qui maggiori info).
Foto:1 - 2 - 3 - 4 Contributi audio; O.R. 1| O.R. 2| O.R. 3| O.R. 4|O.R. 5|O.R. 6
Appuntamenti: - Genova 17 novembre "La storia siamo noi". - Appello "Noi quelli di via Tolemaide" - Op nuovo video di genova - Leggi le trascrizioni alle udienze del processo ai 25 |
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Aubonne: assolti i poliziotti che tagliarono la corda |
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Feature Categoria
G8 -
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13-02-2006 01:20 |
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Dal 13 al 15 febbraio 06 avrà luogo a Nyon il processo contro due funzionari di polizia accusati di lesioni corporali gravi per negligenza. (maggiori info)
Il processo contro gli agenti sarà diretto da Jacques Antenen, il giudice che aveva inflitto le pene di prigione con condizionale ai due militanti. Se le accuse contro gli agenti verranno confermate dal processo, questi ultimi rischiano soltanto delle pene leggere (multe o reclusione con la condizionale). Visto la lunga storia di impunità della polizia in Svizzera, sembra improbabile che la colpevolezza degli accusati venga riconosciuta dal tribunale. La bizzarra linea difensiva è basata sulla presunta impossibilità di comunicare dei due agenti, uno infatti parla solo tedesco, l'altro soltanto francese. Durante un’azione di protesta contro il G8 di Evian, nel 2003, l’agente Michael Deiss aveva tagliato la corda da alpinismo alla quale s’erano attaccati due militanti pacifici in modo da bloccare il ponte di Aubonne. Sin dall’inizio, i promotori della campagna «aubonnebridge.net» hanno domandato la sospensione dei due poliziotti implicati, un’inchiesta indipendente sulla repressione esercitata durante il G8 e sui danni causati, ed infine di portare dell’attenzione alle persone ferite gravemente. Fino ad ora, il Canton Vaud ha rifiutato ogni risarcimento, ma questo dipenderà ora dal risultato del processo. Diversi testimoni e militanti presenti sul ponte, e anche dei poliziotti, verranno a testimoniare al processo che si terrà a febbraio.
:: Azioni di sostegno durante il processo
:: Aggiornamenti: [15.02] Assolti i due agenti [13.02] Impressioni dalla prima giornata di processo [13.02] Inizia il processo
[L'azione (2003): dossier | 1 - 2 - 3 - 4 - 5 | 1 - 2 - 3 | cronologia della giornata]
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italiano (Versione originale)
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