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Leggi speciali, taser, biometria... e poi? |
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Feature Categoria
migrazioni / antirazzismo / NoBorder - repressione -
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08-05-2008 20:00 |
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"Chi e' pronto a cedere le proprie liberta' fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita ne' la liberta' ne' la sicurezza." Benjamin Franklin
Le tecnologie del controllo invadono sempre di piu' la nostra esistenza. Con la scusa che il mondo e' sempre piu' instabile a causa di conflitti e migrazioni di massa, si sacrificano le liberta' individuali e collettive in nome della sicurezza. Parlare di sicurezza oggi vuol dire parlare di paure. La paura è un'emozione molto particolare e facilmente manipolabile, soprattutto grazie all'ansia di sicurezza derivata dal martellamento mediatico. Capita così che la Confederazione si munisca di sempre maggiori strumenti repressivi, incontrando solo sparute voci critiche o di dissenso.
Dopo l'approvazione delle misure contro il tifo violento previste dalla Legge Federale sulla salvaguardia della Sicurezza Interna (LMSI) e la probabile estensione di queste norme a contesti extrasportivi è notizia recente che il parlamento ha approvato la legge sull'impiego di misure di coercizione per le espulsioni, autorizzando così la polizia a ricorrere all'uso dei Taser contro i migranti. La sezione Svizzera di Amnesty International ha denominato questa legge deplorevole e scandalosa e l'ONU ha definito l'utilizzo dei Taser una forma di tortura. I Taser sono infatti vere e proprie armi, in grado di uccidere.
Ultima in ordine di tempo è la notizia dell'inizio di test biometrici in stadi e stazioni ferroviarie nonostante le perplessità del garante della privacy, secondo il quale ad oggi non sussisterebbero le basi legali per questo tipo di esperimenti. Il nostro corpo, dopo carne da macello, inteso quindi come una password con il sacrificio di privacy e liberta' sull'altare di una psicosi della sicurezza che fa comodo solo a pochi, e per motivi poco nobili.
:: Approfondimenti :: - Taser: Video sugli effetti del taser - elettrizzati dal Taser - Taser: rotta verso l'Europa - Dossier sulla videosorveglianza - Dossier sugli abusi della polizia in Ticino - Dossier schedture DNA - Biometria: Software per il riconoscimento facciale - Biometria negli stadi - Onyx: antenne indiscrete controllano telefonate ed e-mail |
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20-25 novembre: Settimana antimilitarista a Lugano |
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Feature Categoria
guerra - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
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15-11-2007 01:40 |
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Dal 20 al 25 novembre si terranno a Lugano le "Giornate dell'esercito", una kermesse auto-promozionale e auto-celebrativa nella quale migliaia di militari con carri armati, elicotteri ed altri veicoli altamente inquinanti invaderanno la città trasformandola di fatto in una zona di guerra (foto). Un'istituzione costosa ed arrogante, l'esercito, che difende il diritto di imporre e comandare, di attuare una politica venduta come inevitabile che porta ad accettare anche le cose più ignobili ed assurde quali la guerra, la violenza e le torture fisiche e psicologiche. Non è quindi un caso che tra gli sponsor di questa manifestazione di propaganda bellica figuri pure la RUAG [ 1], azienda produttrice di armi, fra cui pure le orribili bombe a frammentazione.
Durante questa cinque giorni di inneggiamento alla patria e alla sicurezza, di osannamento al rispetto per la gerarchia e l'autorità, ci sarà anche chi come il CPE (collettivo composto da dozzine di associazioni e gruppi), attraverso delle azioni, delle conferenze e dei momenti di scambio, proporrà un'opposizione etica e politica all'istituzione militare. Sarà un'opposizione che coinvolgerà varie realtà: a partire da chi si oppone all'allargamento della base militare di Vicenza e/o la costruzione della fabbrica che assemblerà gli aerei F35 in provincia di Novara, a coloro che denunciano la militarizzazione e la costruzione del muro sulla frontiera Messico e USA, fino a chi da sempre lotta in Svizzera per l'abolizione dell'esercito. Sarà inoltre presente l'esercito dei clown!
Domenica 25 novembre 07, avrà luogo in Piazza Cioccaro a Lugano un presidio antimilitarista (con musica, pranzo popolare e materiale informativo)!
Azioni di domenica La polizia reprime in modo sproporzionato pacifiche azioni contro l'esercito.
Aggiornamenti: Le chiatte dell'esercito perdono carburante e inquinano il lago: intervengono i pompieri Foto dell'arrivo dei carri armati a Lugano
Materiali: - Appello per la Settimana antimilitarista - fr - Programma della Settimana antimilitarista - volantino - Edizione speciale del Giornale del CPE: pagina 1 - pagina 2 - Il sito ufficiale delle "Giornate dell'esercito" - Rassegna stampa |
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italiano (Versione originale)
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Palestina: nel cuore della guerra |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - guerra - media/net-attivismo - migrazioni / antirazzismo / NoBorder - repressione -
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09-07-2007 18:43 |
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Il dramma della Palestina oggi è il cuore della crisi dell'Impero. La dottrina della guerra permanente per esportare democrazia ben nasconde le reali motivazioni di controllo globale di popoli, risorse e territori.
La Palestina diventa una sorta di tabù, dove si concentrano le contraddizioni del nostro mondo. Un popolo che ha fatto della laicità e della fratellanza il suo cammino, è ora sospeso tra la diffusione della deriva islamica e della corruzione istituzionale, con l’obiettivo imposto di una chiara e netta separazione tra la striscia di Gaza e la Cisgiordania. L’ostracismo strategico delle Istituzioni Mondiali, di Usa, Israele e della Comunità Europea che, dagli accordi di Oslo, hanno fatto di tutto per spezzare la Palestina, non riesce però a spezzare la dignità di un popolo che sopravvive in condizioni drammatiche.
Simbolo del terrore che condiziona il nostro presente, la Palestina che non ha diritto a governarsi, la Palestina laboratorio di strategie repressive, la Palestina circondata dal muro della vergogna, la Palestina divisa tra l’idea di Stato binazionale e il sogno di uno Stato unico, riuscirà comunque a rigenerarsi dalle sue ceneri.
::Approfondimenti:: La strategia di Israele per la Palestina e il Medioriente | Da Aqaba a Sharm, l’imbroglio dei festival della pace
::Link:: Stop the wall | Anarchici contro il muro | ICAHD | Collective Urgence Palestine | Indymedia Palestina | Indymedia Israele | Forum Palestina | Sport sotto l’assedio | freepalestine.noblogs.org | Tactical Media Crew |
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8 marzo 2007 - La lotta persiste |
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Feature Categoria
anticapitalismo / antiglobalizzazione - femminismo / genere / queer - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
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07-03-2007 15:57 |
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Volgendoci ad osservare i piccoli e superficiali cambiamenti apportati alla nostra società, comprendiamo la necessità di scendere in strada, per portare avanti una prospettiva d’emancipazione e femminismo. In questa fase, che segue quella di ribellione e cambiamento, si vedono i segni del contrattacco: il movimento d’emancipazione femminile passa sotto silenzio o è messo in ridicolo o, ancora, il pensiero che sta alla base del femminismo è descritto attraverso orientamenti assurdi. I passi più evidenti in questa direzione sono per esempio la pubblicità estremamente sessista, una selezione sessista sul mercato del lavoro, la pornografia sessista, i crescenti abusi sessuali anche al di fuori della famiglia, il sessismo nella vita privata. O semplicemente la constatazione del mettere in ridicolo chiunque porti con sé le esperienze del femminismo, il movimento storico femminista, chi insomma non si lascia schiacciare (totalmente) dal ruolo dominante maschile. |
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deutsch (Versione originale)
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Lugano: bloccato corteo neofascista |
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Feature Categoria
antifascismo - migrazioni / antirazzismo / NoBorder -
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07-12-2006 23:03 |
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I Giovani Leghisti (frangia giovanile del partito populista "Lega dei Ticinesi"), hanno indetto per sabato 9 dicembre una manifestazione di stampo xenofobo contro un'inesistente "islamizzazione del Ticino". Alla manifestazione si sono aggiunte (come già accaduto in altre occasioni) giovani neofascisti ticinesi e dell'area lombarda.
> Dopo un partecipato presidio (almeno 150 persone), il corteo xenofobo è stato bloccato da un gruppo di antifascist*: Al presidio, indetto dal CSOA il Molino, hanno aderito Partito del Lavoro, Giovani Progressisti, Movimento dei Senza Voce, Collettivo Zapatista, Individualità Anarchiche Ticinesi, SISA, Lokarno Autogestita, PS, Verdi, MPS, Com. Prov. ARCI (Va), del Coord. Circoli ARCI Valceresio e Circolo Name Diffusion ARCI di Cantello. Cronologia della giornata | : 1 - 2 | Bilancio SISA |Interrogazione Marra | Rassegna stampa
Intanto i Giovani Leghisti hanno sbadatamente dimenticato sul loro sito (ora misteriosamente offline) una fotografia di un loro festino privato con striscie di polverina bianca sul tavolo... forse eredità-simbolo calata come neve dai vertici del partito? (+ info).
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L'odissea di Erdogan in Svizzera |
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Feature Categoria
migrazioni / antirazzismo / NoBorder - repressione -
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28-08-2006 17:42 |
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Da diversi mesi è in atto una mobilitazione popolare con lo scopo di impedire l'estradizione, dalla Svizzera verso la Turchia, di E. Erdogan. Quest'ultimo, militante politico, ha fatto richiesta di asilo per cercare di sfuggire all'ergastolo inflittogli dallo stato turco che lo accusa, dal 2002, sulla base di dichiarazione ottenute tramite tortura, dell'uccisione di un poliziotto. Erdogan è stato arrestato il 21 febbraio 2006 a Biel-Benken (BL) e in seguito trasferito in quattro prigioni differenti. Dal 10 al 31 luglio ha portato avanti uno sciopero della fame per denunciare il trattamento ricevuto dall'amministrazione svizzera, la criminalizzazione della lotta del popolo kurdo e l'uso della tortura da parte della Turchia.
L'estradizione di Erdogan non sarebbe un caso isolato. Le pretese da parte della Turchia per l'estradizione dei rifugiati politici stanno aumentando. A causa dell'inasprimento della legge sull'asilo, diventa sempre più difficile sia per i rifugiati politici che per i rifugiati per ragioni umanitarie, vivere legalmente in Svizzera.
Materiali: Alleanza contro i rimpatri in Turchia | manif 18.3 - striscione a Basilea - manif 20.5 - manif 29.6 |
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